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Previdenza complementare: per i medici occorre ancora un po’ di pazienza.
Le disposizioni in tema di previdenza
complementare contenute nella recente Legge Finanziaria per il 2007 non
riguardano il settore del pubblico impiego, al quale appartengono estensivamente
anche i medici ospedalieri, in quanto, pur essendo dipendenti di un'azienda
privata (l'ospedale), i loro versamenti contributivi vengono trasmessi all'Inpdap.
L'estensione della riforma ai pubblici
dipendenti necessita di norme specifiche di attuazione della delega contenuta
nella legge 243 dell'agosto 2004. A tale proposito, il 9 gennaio scorso, il
Ministro per le Riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione Luigi
Nicolais ha assicurato che entro fine gennaio saranno emanate le nuove norme.
Non mancano però i problemi. Il principale è
che ad oggi non vi sono Fondi complementari per i lavoratori pubblici, fatta
eccezione per il Fondo della scuola "Espero". Poi va pure detto che nei fondi
complementari pubblici solo la quota versata dai lavoratori è reale, mentre
quella delle amministrazioni è virtuale.
Anche l'Enpam ha allo studio un Fondo Pensione Complementare, sul quale si conta
di replicare gli ottimi rendimenti già garantiti con la previdenza obbligatoria.
Tale Fondo, alla luce di quanto esposto, sarà verosimilmente alimentato
soprattutto dagli apporti volontari della categoria, senza alcuna distinzione
fra medici e odontoiatri convenzionati, accreditati, liberi professionisti o
dipendenti. Dell'attivazione del Fondo e delle Sue caratteristiche sarà data
successiva informazione.
Va, peraltro, rilevato che anche dopo
l'attivazione della previdenza complementare nel pubblico impiego, non è affatto
scontato che sia consentito trasferire al costituendo Fondo Pensione dell'Enpam
in tutto o in parte il Tfr dei medici dipendenti, perché le emanande norme
potrebbero prevedere una riserva in favore dell'analogo Fondo Inpdap, o comunque
in caso di diversa destinazione potrebbe essere precluso l'utilizzo della quota
aggiuntiva a carico del datore di lavoro.
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Pubblichiamo la notizia presa da: dirittosanitario.net
Pubblicità
sanitaria, omesso rilascio del nulla osta e le novità legislative del 2006
(Cassazione Civile)
Il collegio
professionale [l'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri]
deve verificare l'osservanza delle disposizioni di cui all'art. 1 (L. 5 febbraio
1992, n. 175) (che concernono il "contenuto" della targa), nonchè la rispondenza
delle caratteristiche estetiche della medesima a quelle stabilite dall'apposito
regolamento. Il nulla osta deve intervenire nel termine perentorio di 30
giorni dalla presentazione della domanda e il suo rilascio è condizionato
esclusivamente all'esame sostanziale e formale della targa.
A nessuna
diversa conclusione può giungersi sulla scorta del successivo art. 8 L. 5
febbraio 1992, n. 175, il quale demanda agli ordini professionali il controllo
sugli iscritti, consentendo anche di ispezionarne gli studi, al fine di vigilare
sul rispetto dei doveri inerenti alle professione allo scopo di reprimerne
l'esercizio abusivo. Infatti, la facoltà di eseguire i controlli previsti dalla
norma in esame può sempre essere esercitata, ma è del tutto svincolata dalla
procedura relativa alla concessione del nulla osta, che è assolutamente diversa
e autonoma.
L'Ordine
professionale esercita una verifica limitata al riscontro degli elementi
obiettivi e compie valutazioni di tipo meramente tecnico, prive di qualsiasi
aspetto di discrezionalità. Va, peraltro, rilevato che recentemente (in data 11
agosto 2006) è entrato in vigore il D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con
modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, che, all'art. 2, ha abrogato le
disposizioni legislative e regolamentari che prevedono, con riferimento alle
attività libero professionali e intellettuali, tra l'altro, il divieto di
svolgere pubblicità informativa e, di conseguenza, anche le norme che limitano
il diritto di apporre targhe aventi, appunto, scopo pubblicitario. (Avv. Ennio
Grassini -
www.dirittosanitario.net)
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Pubblichiamo
la notizia del Sole-24 ore
Turco
- Sanità 2007
Una
proroga di sei mesi delle regole "sperimentali" per l'Ecm è stata decisa dal
ministro della Sanità e dalle Regioni. Lo slittamento fino al 30 giugno 2007
della formazione continua è tra i principali risultati del vertice di ieri tra
il ministro Livia Turco e gli assessori regionali alla Sanità, riporta il
Sole-24 ore.
Nell'incontro è stata approntata anche una strategia a tappe per ridurre le
liste d'attesa. Ed è stata concordata inoltre l'abolizione entro il 31 luglio
2007 dell'attività intramoenia dei medici del Ssn nei propri studi.
La strada
per la riduzione delle liste di attesa è prevista fino al marzo del prossimo
anno. «I tempi massimi - scrive Il Sole-24 ore - per
ottenere una prestazione sanitaria (diritto assoluto dei cittadini) saranno
legati a un pacchetto legato al "percorso terapeutico" per le patologie gravi».
Entro la metà di dicembre verranno
indicate le patologie gravi e le relative prestazioni da garantire con la
previsione dei tempi massimi consentiti per l'attesa. Entro il 31 gennaio 2007
dovranno essere messi a punto i piani regionali e, dopo altri 60 giorni, i
singoli piani delle aziende sanitarie.
Nel vertice è stato deciso di abolire
definitivamente la libera professione dei medici del servizio sanitario
nazionale negli studi privati. Sono stati adottati i piani di applicazione per
il decreto Bersani che prevedono piani regionali approvati dalle Regioni entro
il 31 gennaio 2007 per eliminare l'intramoenia negli studi dal 31 luglio 2007.
«Le Asl - scrive il quotidiano - appronteranno gli spazi interni all'azienda,
altrimenti affitteranno locali esterni ad hoc».
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Inseriamo il decreto: Nuovo modello di
Segnalazione di reazione avversa a farmaci e vaccini
"del Ministero della Salute"
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Pubblichiamo la notizia ricevuta da "Doctor News"
riguardante la piattaforma delle professioni
PARTE LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI
Sabato 1°
dicembre il Consiglio dei ministri ha approvato il Ddl che delega il Governo "a
procedere al riordino dell'accesso alle professioni intellettuali, alla
riorganizzazione degli ordini, albi e collegi professionali, al riconoscimento
delle associazioni professionali, alla disciplina delle società professionali e
al raccordo di tali disposizioni con la normativa dell'istruzione secondaria
superiore e universitaria", riferisce la nota della presidenza del Consiglio dei
ministri. Si tratta di un intervento normativo "a cui il Governo annette una
particolare importanza, caratterizzato da un'impronta di liberalizzazione che si
esplica su alcuni significativi capisaldi: libero accesso alle professioni,
senza vincoli di numero (fuorché per le professioni caratterizzate
dall'esercizio di funzioni pubbliche o dall'esistenza di uno specifico interesse
generale, come quella notarile); eliminazione dei vincoli territoriali
nell'esercizio dell'attività; libera concorrenza e possibilità di effettuare
pubblicità dell'attività professionale quanto a costi, specializzazioni e
servizi offerti, al fine di consentire all'utente una scelta informata;
abolizione dell'obbligo di tariffe minime (al cui ammontare verrà comunque posto
un limite massimo), con garanzia che il cliente ne debba essere preventivamente
informato; tendenziale riduzione del numero degli ordini, albi e collegi
professionali con la significativa novità costituita dalla previsione che gli
stessi possano trasformarsi in associazioni professionali riconosciute di natura
privatistica ma assoggettate al controllo pubblico (a tutela dell'importanza dei
compiti demandati)".
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Pubblichiamo la notizia ricevuta da "Doctor News"
SNAMI: LA PEGGIORE MANOVRA PER PAZIENTI E MEDICI DI
FAMIGLIA
Un no secco
alla Finanziaria giunge da SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani)
attraverso il Presidente Nazionale Piergiuseppe Conti."I tetti di spesa
del 10% su prescrizioni di farmaci, visite specialistiche e diagnostica? Una
limitazione della libertà del medico di famiglia e un danno colossale per la
salute dei suoi assistiti. Si potrà dire ad un ammalato di tumore che le sue
cure sono limitate per mancanza di denaro pubblico? Oppure all'anziano affetto
da artrosi in terapia con antidolorifici e antinfiammatori che deve sopportare
il dolore? "Questo vuole la finanziaria - afferma con gravità il Presidente
SNAMI - ma i medici non ci stanno e informeranno i cittadini di ciò che sta
avvenendo e che avverrà se non verranno cambiati gli emendamenti. Stiamo
organizzando - continua Conti - informative cartacee da distribuire agli
assistiti con elencati tutti i pericoli dei nuovi provvedimenti economici basati
solo sul risparmio. Altri punti, che riguardano direttamente il lavoro dei
medici di famiglia, l'obbligatorietà dell'invio telematico delle ricette al
Ministero delle Finanze e la riduzione della deducibilità per l'autovettura che
viene utilizzata per lavorare.
"L'invio telematico delle ricette - commenta il Presidente SNAMI - porterà ad un
controllo fitto sulla spesa che ricadrà sul MMG individuato come unico
prescrittore e colpevolizzato ancora una volta per avere speso soldi pubblici a
favore della salute dei pazienti". "In questa maniera anche il minimo errore
sarebbe sanzionato immediatamente dagli organi di controllo del fisco. Questo
regime di polizia non ci piace e vogliamo credere di essere in democrazia ma
abbiamo alcuni dubbi nel merito. Sulla diminuzione della deducibilità al 25%
dell'autovettura utilizzata per uso professionale, sembra che il governo -
conclude Conti - voglia raschiare il fondo del barile. L'autovettura viene
utilizzata dal mmg 5 giorni su 7 per recarsi in studio e per visitare i pazienti
a domicilio, quindi dovrebbe addirittura essere riconosciuto un aumento della
deducibilità non il contrario. Vuol dire - minaccia Conti - che ci recheremo in
studio con i mezzi pubblici e effettueremo le visite con gli stessi o con le
auto pubbliche, mettendo a carico del paziente i costi".
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Pubblichiamo la notizia presa da: dirittosanitario.net
PRESCRIZIONE DI FARMACI E GRAVE COLPEVOLEZZA PER
VIOLAZIONE DELLE NOTE CUF
Qualora dai
controlli posti in essere ai sensi l'art.1, comma 4 del d.l. 20 giugno 1996 n.323,
convertito nella legge 8 agosto 1996 n.425 risulti che un medico abbia
prescritto un medicinale senza osservare le condizioni e le limitazioni
previste, questi è tenuto a rimborsare al Servizio sanitario nazionale il
farmaco indebitamente prescritto.
L'esborso
assume connotato di danno pubblico allorquando sia destinato alla prescrizione
di medicinali senza l'osservanza di quanto previsto nelle note Cuf.
Sussiste
senza ombra di dubbio il connotato di grave colpevolezza della attività
prescrittiva tenuta dal medico il quale, avendo stipulato la convenzione con la
struttura sanitaria pubblica era quindi tenuto a conoscere ed applicare le norme
fondamentali che disciplinano la prescrizione appropriata e finanziariamente
sostenibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale, come espressamente
impostogli peraltro dall'accordo collettivo regolante la predetta convenzione.
(Avv. Ennio Grassini - dirittosanitario.net)
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Pubblichiamo la notizia presa da: dirittosanitario.net
CASSAZIONE CIVILE 04-12-2006
(rilascio di certificazione medica e
violazione del segreto professionale).
§ - Il segreto professionale costituisce uno dei più importanti obblighi del
medico. Sulla fedeltà a tale dovere si basa il rapporto fiduciario tra medico e
paziente. La certificazione, nel caso di specie, era stata redatta dal sanitario
in violazione dell'art. 9 del codice deontologico, in quanto non vi era alcuna
richiesta o autorizzazione da parte della persona assistita né vi era alcuna
urgenza di salvaguardare la salute dell'interessato o quella di terzi. Sono
queste le uniche condizioni che consentono, secondo l'art. 9 del codice
deontologico, la rivelazione del segreto professionale (alle quali deve
aggiungersi l'ipotesi di impossibilità fisica o di incapacità dell'interessato).
(Avv. Ennio Grassini - dirittosanitario.net)
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